Categorie: Diritto Civile ed Internazionale | Diritto Unione Europea e Antitrust

La Sentenza della Corte di Giustizia nel Caso Scania
Data: 29 Feb 2024
Autore: Tomaso Romanengo

Nel complesso panorama giuridico europeo, la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CJUE) nel caso Scania (causa C-251/22P), confermativa della precedente sentenza del Tribunale di Primo Grado dell’Unione Europea nella causa T-799/17, rappresenta un importante punto di riferimento per la comprensione dell’applicazione del diritto antitrust nell’UE.

Il caso Scania ha avuto origine da un’indagine della Commissione Europea sulle pratiche anticoncorrenziali nel settore degli autocarri medi pesanti, qualificate dalla Commissione come cartello (procedura AT. 39824 Truck Cartel), derivante da una richiesta di immunità presentata da una delle imprese facenti parte del cartello (i.e. la MAN) nel 2010.

Scania, noto produttore svedese di camion, è stato accusato di partecipare ad un cartello con altri produttori europei di camion, detenenti complessivamente circa il 90% del mercato europeo dei camion medi e pesanti, con l’obiettivo di coordinare i prezzi di vendita e stabilire accordi su tempi di introduzione di tecnologie più pulite.

Tale cartello ha avuto quale estensione geografica l’intero spazio economico europeo e quale estensione temporale il periodo che va dal gennaio 1997 al gennaio 2011.

La Commissione Europea, dopo un’indagine approfondita, ha imposto nel 2017 una multa sostanziale a Scania per la sua partecipazione al cartello (circa € 880.000.000), sostenendo che le pratiche anticoncorrenziali perpetrate violassero l’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che vieta gli accordi tra imprese che possono impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’interno del mercato interno.

Tale decisione è stata impugnata da Scania dinanzi al Tribunale di Primo Grado dell’Unione Europea (causa T-799/17).

In data 2.02.2022 il Tribunale di Primo Grado, con una sentenza estremamente dettagliata, ha rigettato in toto le argomentazioni formulate da Scania, evidenziando la pacifica natura di cartello dell’illecito anticoncorrenziale in parola e ritenendo che le prove raccolte fossero sufficienti a dimostrare la partecipazione di Scania a tale illecito anticoncorrenziale e che le sanzioni imposte dalla Commissione UE fossero proporzionate alla gravità e alla durata dell’infrazione.

Avverso tale sentenza, Scania ha interposto appello dinanzi alla Corte di Giustizia UE.

La difesa di Scania si è concentrata su vari punti, tra cui la legalità della procedura adottata dalla Commissione, la natura della condotta, l’entità della multa e la portata della sua partecipazione all’intesa anticoncorrenziale.

La CJUE, a distanza di circa due anni dalla precedente sentenza del Tribunale di Primo grado, ha emesso una sentenza che ha riaffermato i principi fondamentali del diritto della concorrenza UE e, ha confermato la correttezza dell’operato della Commissione UE e del percorso logico giuridico seguito dal Tribunale di Primo Grado, evidenziando ancora una volta la pacifica natura di cartello della violazione in parola, nonché la gravità intrinseca della medesima.

La sentenza della CJUE nel caso Scania ha diverse implicazioni significative per il diritto della concorrenza nell’UE. In primo luogo, conferma l’approccio rigoroso della Commissione Europea nei confronti delle violazioni antitrust, specialmente in settori cruciali per l’economia europea quale quello dell’autotrasporto, sottolineando, altresì, l’importanza della cooperazione tra le imprese e le autorità di regolamentazione nel rivelare e porre fine a pratiche anticoncorrenziali e la non meno rilevante circostanza che la Commissione e la CJUE sono disposte a usare pienamente i loro poteri per indagare e sanzionare le violazioni, indipendentemente dalla dimensione o dall’influenza dell’impresa coinvolta.

La sentenza della CJUE nel caso Scania non solo ribadisce la determinazione dell’UE a mantenere un ambiente concorrenziale equo e libero ma segna anche un capitolo significativo nella giurisprudenza antitrust europea. Man mano che il mercato interno si evolve e si espande, il rispetto delle regole della concorrenza diventa sempre più cruciale per garantire l’innovazione, la crescita economica e la tutela del mercato nell’Unione Europea.

 

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